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Frida, la scimmia e io. Un incontro surreale

  • Alessio Bruno
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Ho immaginato di incontrare Frida Kahlo.

Davanti a una tequila, undici domande e una scimmia piuttosto diffidente.

Ne è nata una conversazione surreale sull'arte, la libertà, la moda, l'amore e su cosa significhi diventare un'icona senza averlo mai cercato.


Non è Frida la prima a guardarmi.

È la scimmia.


Seduta sullo schienale della sedia, mi osserva con un'espressione che oscilla tra il sospetto e il giudizio.

Frida, invece, sembra divertirsi.

"Non preoccuparti" dice accendendo una sigaretta. "Di solito morde solo le persone noiose."


Guardo il mio taccuino.


Undici domande.

Guardo la scimmia.

Non sono più così sicuro di volerle fare.

Frida ride.



01 Oggi tutti parlano di autenticità. Tu che hai trasformato la tua vita

in arte, pensi che esista davvero?


Frida: Credo che oggi le persone siano molto impegnate a sembrare autentiche. Che è una cosa diversa.


Accende una sigaretta e osserva il fumo salire lentamente verso il soffitto.


Io non ho mai cercato l'autenticità. Ho cercato di sopravvivere. Ho dipinto quello che sentivo, quello che amavo e quello che mi faceva soffrire. Se poi qualcuno ha deciso di chiamarla autenticità, è successo dopo.

Le etichette arrivano sempre quando il lavoro è già finito.


02 Oggi il tuo volto è ovunque. Nei musei, sui social, nelle mostre, nelle collezioni di moda. Sei diventata molto più di un'artista: un simbolo capace di attraversare generazioni. Persino Madonna ha raccontato più volte la sua fascinazione per te. Ti sorprende essere diventata un'icona pop?


Frida: Mi sorprende che il mondo continui a cercarmi.

Quando ero viva non pensavo certo di diventare un'icona. Pensavo a dipingere. Pensavo ad amare.

Pensavo a sopravvivere.

È curioso vedere il proprio volto trasformarsi in un simbolo. Ancora più curioso quando le persone finiscono

per conoscere le tue sopracciglia prima dei tuoi quadri.

Quanto a Madonna, credo che ci saremmo divertite molto insieme. Entrambe abbiamo passato la vita a sentirci dire cosa avremmo dovuto essere.

E abbiamo passato ancora più tempo a ignorare quei consigli.



03 Oggi tutti i brand di moda vorrebbero collaborare con Frida Kahlo.

Se una maison ti proponesse una capsule collection, accetteresti

o scapperesti?


Frida: Dipende.

Sorride.

Da quanto sono disposti a discutere.

Non ho mai avuto problemi con la moda. Ho sempre avuto problemi con le persone che prendono la moda troppo sul serio.

Se un abito racconta una storia, mi interessa. Se serve soltanto a vendere qualcosa, probabilmente mi annoierei dopo dieci minuti.

Anche se devo ammettere una cosa.

Mi piacerebbe vedere la faccia del direttore marketing quando gli direi che la scimmia deve comparire in tutta la campagna.


04 Instagram è pieno di immagini e citazioni attribuite a te.

Molte probabilmente non le hai mai pronunciate. Come la prendi?


Frida: Finalmente una domanda che mi fa arrabbiare.

Ride.

Passo una vita a cercare la mia voce e adesso mi ritrovo a leggere frasi che non direi nemmeno dopo

tre tequila.

Essere morti ha uno svantaggio enorme.

Non puoi correggere nessuno.


05 Molti vedono nei tuoi autoritratti il simbolo della libertà femminile.

Tu cosa vedevi quando ti guardavi allo specchio?


Frida: Una donna.

Rimane in silenzio per qualche secondo.

Una donna innamorata. Una donna arrabbiata. Una donna ostinata.

A volte una donna molto stanca.

Sorride.

La libertà è arrivata dopo.

Gli altri hanno deciso di chiamarla così.



06 Se potessi trascorrere una giornata nel 2026, quale sarebbe la prima cosa che vorresti vedere?


Frida: Le persone.

Non quelle che mostrano sui social. Quelle vere.

Mi piacerebbe sedermi in una piazza e osservare la gente. Capire di cosa ha paura. Di cosa si innamora.

Cosa sogna.

Poi indica il mio telefono.

E magari scoprire perché passate così tanto tempo a guardare quello schermo.


07 Oggi si parla molto di body positivity e accettazione di sé.

Pensi che il rapporto con il corpo sia davvero cambiato rispetto ai tuoi tempi?


Frida: Il mio corpo e io non siamo mai stati particolarmente d'accordo.

Sorride.

Lui aveva i suoi programmi. Io avevo i miei.

Per gran parte della mia vita ho cercato di convincerlo a seguirmi e lui ha fatto esattamente il contrario.


Beve un sorso di tequila.


Forse è per questo che ho dipinto così tanti autoritratti. Era il modo più semplice per continuare una conversazione che non riuscivamo mai a concludere.


Si ferma un momento.


Non so se oggi le persone abbiano un rapporto migliore con il proprio corpo.

So però che passano molto tempo a giudicarlo.

E trovo strano che qualcuno possa dichiarare guerra alla casa in cui dovrà vivere per tutta la vita.



08 Hai vissuto una vita piena di dolore, ma anche di amore, passione e desiderio. Quale pensi sia stato il sentimento che ti ha guidata più di tutti?


Frida: Pensavo mi avresti detto l'amore.

Ride.

Anch'io l'avrei pensato.

Ma credo sia stata la curiosità.

Osserva la scimmia che sta cercando di rubare una penna dal tavolo.

Il dolore ti immobilizza.

La curiosità ti costringe a continuare.

Se non fossi stata curiosa, mi sarei arresa molto tempo fa.



09 Qual è il colore che descrive meglio la tua vita?


Frida: Rosso.

Risponde senza pensarci.

Perché il rosso non chiede il permesso.

È il colore del sangue, dell'amore, della rabbia e della rivoluzione.


Sorride.


E delle persone che continuano a vivere quando tutti pensano che dovrebbero smettere.


10 Dopo tutti questi anni, qual è la cosa che il mondo continua

a non capire di Frida Kahlo?


Frida: Che non ero coraggiosa.


La risposta arriva immediata.


Le persone adorano il coraggio quando appartiene a qualcun altro.

Io stavo semplicemente cercando di sopravvivere.

Guarda fuori dalla finestra.

Forse il mondo continua a confondere la sopravvivenza con l'eroismo.


11 Se potessi lasciare un messaggio alle ragazze che oggi vedono

in te un modello di libertà, cosa diresti loro?


Frida: Di non passare la vita a chiedere il permesso.

Permesso di essere diverse.

Permesso di essere ambiziose.

Permesso di essere complicate.


La scimmia salta sul tavolo.


Frida ride.


E soprattutto, permesso di essere sé stesse.


Una curiosità prima di salutarci: come si chiama la tua scimmietta?


Frida: Ah, finalmente una domanda importante.

Ride.

"Si chiama Fulang-Chang."


La scimmia sembra ignorarci completamente.

"Ha vissuto con me per anni. Era un regalo e, come spesso accade con i regali migliori, è diventata una compagna."

La guarda con affetto.

"Le persone pensano che gli animali siano semplici. Io li ho sempre trovati molto più sinceri degli esseri umani."

Poi abbassa la voce.

"Anche se lei ha un carattere impossibile."

La scimmia le salta sulla spalla.

Frida sorride.

"Vedi? Sta già cercando di contraddirmi."



Frida finisce la tequila e guarda l'orologio.

Sorride.

La scimmia salta giù dalla sedia.

Chiudo il taccuino.

Fuori il sole sta tramontando dietro un muro blu che potrebbe essere la Casa Azul oppure soltanto un ricordo.


Quando alzo lo sguardo, Frida non c'è più.


Per un attimo penso di aver immaginato tutto.

Poi noto che la tequila è finita davvero.



 
 
 

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